Devitalizzazioni

Quando la carie e' troppo profonda ed è arrivata ad interessare la polpa dentale, comunemente chiamata nervo del dente, prima di fare l'otturazione del dente è indispensabile ricorrere a una cura canalare (devitalizzazione), in quanto in tal caso la polpa va incontro ad un'infezione che determina un'infiammazione cronica irreversibile (ciò per il particolare "ambiente" quasi chiuso in cui si trova la polpa all'interno del tessuto duro del dente e che non permette neanche ai farmaci di arrivarci e di agire). L'infezione si può propagare, attraverso la polpa dentaria, anche al di fuori della radice dentaria, oltre il suo apice (la punta), per poi diffondersi all'osso alveolare circostante; ciò porta alla formazione di una rarefazione ossea, il granuloma, evidenziabile radiograficamente e che può rimanere a lungo silente o dare solo dolore alla pressione, oppure acutizzarsi con un ascesso.
La devitalizzazione può anche essere necessaria in caso di frattura dentale o comunque di un trauma violento o cronico che abbia determinato la necrosi (la morte) della polpa. Infine a volte è necessario effettuare un ritrattamento di, più o meno vecchie, terapie endodontiche; ciò si rende necessario quando il dente già devitalizzato va incontro ad una recidiva dell'infezione apicale, che si verifica, in media, nel 5% delle devitalizzazioni, più raramente se ben eseguite e più spesso se eseguite con modalità o sostanze inidonee.
Il ritrattamento non sempre è possibile effettuarlo e comunque ha una percentuale di insuccesso maggiore, intorno al 20%.
In tal caso a volte si può effettuare un intervento di apicectomia (vedi).