La cura del dente “da latte”


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Articolo n°182 per la Rubrica “Il Dentista” de La Città bazar n°5 (dal 6 al 19 marzo 2004).

              Egregio dottore,

vorrei sapere se i cosiddetti denti da latte dei bimbi vanno curati se cariati?

 Fiore Carella

 

     Tra le cause delle malocclusioni e affollamenti dei denti, è da annoverare la perdita prematura o distruzione massiva di un elemento deciduo (dente da latte).

Le arcate dentarie svolgono la loro funzione in armonica combinazione con gli organi e le strutture ad esse più o meno adiacenti o comunque in qualche modo correlate. Durante la crescita e l’invecchiamento si ha un’evoluzione coordinata di queste parti, per permettere ad ogni organo la propria funzione, con il perfetto sincronismo che solo la natura sa attuare. Di questa armonica evoluzione fa senz’altro parte la permuta dentaria, cioè la sostituzione dei denti decidui (“da latte”) con quelli permanenti, più robusti e quindi adatti a svolgere la funzione masticatoria per tutta la vita. Per quanto più resistenti, questi ultimi, come i primi, possono essere soggetti, in un qualsiasi momento, a patologie di vario tipo, che possono comprometterne funzionalità e durata. E’ indispensabile, quindi, provvedere alla salute dei propri denti verificandone l’integrità, ogni 6 mesi, per mezzo di visite specialistiche e seguendo scrupolosamente i consigli del dentista. In tal modo si esclude il rischio di perderne alcuno.

     Per quanto banale, questo consiglio viene seguito da pochi, in quanto la trascuratezza prevale quasi sempre sulla logica del sapere. L’elevato numero di denti che l’uomo ha a disposizione, dà una certa garanzia di poter giungere con la “maggior parte” di essi al termine della propria vita, intervenendo quindi solo per risolvere eventuali problemi. Questo è l’errato concetto che porta la maggior parte delle persone a dover ricorrere prima o poi ad una protesi o a terapie più complesse.

     Non bisogna infatti considerare gli elementi dentari singolarmente, ma facenti parte di un unico organo, quello della masticazione, che se viene intaccato nella sua integrità da un processo carioso importante o modificato da un intervento chirurgico, qual è un estrazione, può subire irreparabili conseguenze. E, nel caso in cui per “distrazione” dovesse essere perso un dente, se non venisse immediatamente sostituito con una protesi o un mantenitore di spazio, si innescherebbe un’alterazione funzionale di tipo patologico difficilmente arrestabile.

     Quindi è importantissimo evitare la “prima estrazione”, che sia essa di un  deciduo o un permanente, o comunque non bisogna considerare tale elemento come uno dei tanti denti che sono ancora presenti. Ciò a fronte di quell’armonica evoluzione, delle arcate dentarie in continuo rimaneggiamento, che può aversi solo con l’integrità delle sue parti.

     I denti normalmente sono tra loro in una situazione di equilibrio. Per la perdita di uno di essi o anche per la distruzione parziale della corona, inizia un movimento di gran parte di quelli adiacenti che convergono verso questa “parte mancante”, a causa della fisiologica tendenza che hanno i denti a chiudere gli spazi che si vengono a creare.

     Questi spostamenti provocano degli squilibri in questo apparato armonico e perfetto, con conseguenze sull’articolazione temporo-mandibolare, cioè l’articolazione che permette i movimenti della mandibola, sul parodonto, cioè i tessuti di sostegno dei denti, e, in più, sui denti permanenti, se ad essere estratto è un deciduo, i quali non trovando più lo spazio sufficiente erompono malposti. Si possono inoltre avere problemi di sensibilità dentale, di fonazione, di masticazione, di estetica e di alitosi. La prevenzione di ognuna di queste patologie consiste innanzitutto nella massima cura che bisogna avere, per prassi, nell’eseguire una corretta igiene orale quotidiana e sistematiche visite specialistiche di controllo.

     Quindi, la cura di una carie deve sempre essere effettuata tempestivamente, sia che si tratti un dente permanente, sia di un deciduo, al fine di ridurre al minimo la distruzione della corona o, peggio, la perdita dell’elemento.

     La trascuratezza e la superficialità sono i peggiori nemici della salute.

Dott. Ettore Gaudiosi

 odontoiatra

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