Palato stretto 2


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Articolo n°238 per la Rubrica“Il Dentista” de La Città bazar n°6 (dal 31 marzo al 13 aprile 2007).

         

                       Gentile dottore,

mio figlio ha un palato molto arcuato, tanto che i denti superiori sono più stretti rispetto agli inferiori. C’è chi mi ha consigliato un apparecchio fisso e chi ha sostenuto che si deve mettere un apparecchio mobile. Vorrei avere spiegazioni.

                        (T. M. – Foggia)

La forma del palato e la sua dimensione sono cose distinte, anche se spesso si dà la definizione di palato stretto quando lo si vede con una forma molto arcuata. Tale curvatura così accentuata viene definito correttamente come “palato ogivale”. In presenza di una simile forma, comunque, non è detto che bisogna procedere con un’espansione del palato in senso trasverso, in quanto, nonostante ciò, l’arcata dentale può avere una dimensione adeguata a quella inferiore. Se invece tale diametro trasverso è ridotto, si dà la definizione di “arcata stretta”: in tal caso i denti superiori vengono abbracciati da quelli inferiori (contrariamente alla norma), cioè il diametro dell’arcata superiore è minore di quello dell’arcata inferiore. Solo in questo caso è indicata un’espansione del palato, e la si dovrà effettuare indipendentemente dalla sua forma. In tal modo il diametro dell’arcata superiore lo si accresce fino a che i denti possano abbracciare correttamente quelli dell’arcata inferiore.

Per la scelta del tipo di apparecchiatura da adoperare, per procedere in modo corretto, bisogna sapere cosa si può ottenere. Gli apparecchi fissi possono scaricare sui denti grandi forze, e quindi possono agire in tempi molto rapidi (fino a 12-13 mmdi espansione in 2-3 settimane). Ad un’espansione così rapida dell’apparecchio non segue uno spostamento dei denti, in quanto questi, per muoversi, hanno bisogno di molto più tempo (i denti si spostano con una velocità media di 1mm al mese). Conseguentemente ciò che cede a questo tipo di forze è la linea di giunzione delle due ossa che formano il palato. In definitiva si ha una vera espansione della mascella senza che i denti si muovano. L’apparecchio mobile, invece, deve agire molto lentamente, altrimenti non si riesce neanche ad inserire: cioè, lo si attiva leggermente, e lo si lascia in bocca in attesa che i denti si spostino e si adattino alla posizione in cui l’apparecchio li spinge; poi lo si attiva nuovamente e si deve quindi attendere per altro tempo. Così il tempo di azione totale è molto lungo (alcuni mesi). Ad un’espansione così lenta dell’apparecchio i denti hanno tutto il tempo di adattarsi e quindi si spostano senza che l’osso venga modificato.

Il risultato finale sarà, con il primo apparecchio, un’arcata normale nei rapporti tra ossa e denti e più grande rispetto alla partenza; con il secondo apparecchio, i denti si inclineranno verso l’esterno e avranno un angolo di appoggio anomalo rispetto ai denti inferiori. Conseguentemente, è sicuramente più corretto utilizzare un apparecchio fisso per correggere la dimensione dell’arcata, ed è anche l’unico modo per espandere realmente il palato. Purtroppo, però, modificare una struttura ossea è possibile solo durante la crescita, quindi nei bambini e negli adolescenti. Negli adulti, invece, o si accetta la soluzione di compromesso di un’inclinazione dentale, oppure si deve ricorrere alla chirurgia maxillo-facciale. Generalmente si sceglie la strada più idonea secondo la gravità della situazione.

                                                                                               Dott. Ettore Gaudiosi

                                                                                                      odontoiatra